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Trento, 15 marzo 2016

LA CRISI si vince anche con il WELFARE A KM 0

Fondazione CARITRO facilitatore di nuove sinergie per il territorio
Lanciati oggi i cinque laboratori di progettazione partecipata che coinvolgono la comunità

Nuove vulnerabilità e nuovo lavoro di comunità, luoghi incubatori di comunità, facilitazione diffusa, fare welfare in montagna, la condizione anziana: sono i cinque laboratori di progettazione partecipata per la costruzione di un nuovo welfare sociale e generativo, ai quali la comunità trentina tutta è chiamata a partecipare e offrire il proprio contributo: istituzioni, enti, scuole, servizi, ma anche singoli cittadini per progettare in condivisione nuove risposte ai problemi della società contemporanea e progettare nuovi servizi, da gestire in modo partecipativo. Così da affrontare gli stessi problemi in futuro con minori investimenti.

È il progetto WELFARE a KM 0, avviato lo scorso anno da Fondazione CARITRO, in collaborazione con la Fondazione Demarchi e con l’Assessorato alla Salute e Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Trento, ed ora giunto ad una fase cruciale, quella più attiva dove tutta la comunità può offrire il proprio contributo.

Alla presentazione presso la sede di via Calepina a Trento, il Presidente Michele Iori, insieme alla vicepresidente Silvia Arlanch ed al consulente Gino Mazzoli. Con loro anche Luca Zeni, Assessore alla Salute e Politiche Sociali della Provincia autonoma di Trento e Piergiorgio Reggio, presidente di Fondazione Demarchi.

Rivolto al numeroso pubblico presente in sala, Michele Iori ha commentato: “Sarete voi attraverso un’attività di progettazione partecipata a delineare i futuri progetti della Fondazione nel settore welfare, in un’ottica di condivisione di intenti e di scopi. Con un patrimonio di 380 milioni ed erogazioni annue tra i 6,5-7 milioni di euro nei settori della ricerca scientifica, istruzione, cultura e del volontariato, la Fondazione Caritro crede fermamente che l'azione sui soggetti svantaggiati non debba configurarsi come mera assistenza tampone - come forse poteva accadere in passato - ma come un coinvolgimento più globale della comunità e del soggetto dentro un progetto. Da qui, una serie di molteplici iniziative a sostegno al mondo del sociale e del volontariato per alleviare situazioni di difficoltà del settore sociale, che nell’ultimo triennio 2013-2015 ha visto un investimento di quasi 2,3 milioni di euro, pari ad un valore medio di circa 13% delle risorse complessivamente stanziate per erogazioni in tale periodo. I fondi per il 2016 non diminuiranno e abbiamo preventivato per il settore sociale, un ammontare complessivo di interventi pari a 1.090.000 Euro, registrando un aumento del 18% rispetto al 2015.

“Uscire dalla retorica della crisi per capire che bisogna lavorare in modo diverso – ha proseguito l’Assessore provinciale alla Salute e Politiche Sociali Luca Zeni – partendo dall’analisi dei bisogni e delle necessità dei cittadini per ricostruire le reti di relazioni sociali un tempo ordinarie, che ora non ci sono più, coerentemente con Il Piano della Salute approvato dalla Provincia intende che tiene conto anche del contesto sociale in cui la persona vive e delle relazioni interpersonali in cui è immersa”.

Piergiorgio Reggio, presidente di Fondazione Demarchi ha sottolineato come in questo progetto sia vincente la collaborazione istituzionale, per la creazione di un terreno comune attraverso cui migliorare l’offerta del welfare. Mettere al centro le relazioni e lavorare sulle specificità del nostro territorio, come il contesto montano, sono i punti di forza di un’azione propositiva per il bene della comunità”.

La vicepresidente Silvia Arlanch ha riassunto le fasi di un progetto che vede ora, dopo l’ascolto sul territorio, una fase cruciale, momento di restituzione e di rilancio, in cui le organizzazioni del territorio saranno chiamate a mettersi in gioco per sviluppare progetti in grado di innovare il panorama del welfare trentino. Sperimentare un bando di convergenza, che veda la Fondazione Caritro come broker di territorio, in grado di ascoltare, selezionare e incentivare la comunità stessa a dare risposte ai propri problemi. Ma anche mobilitare l’intera comunità, accompagnare e incentivare innovazioni. Questo il nuovo ruolo che Fondazione Caritro intende assumere per il futuro: un facilitatore della convergenza dei diversi attori, al fine di generare valore per gestire i nuovi problemi che attraversano le comunità locali, vale a dire comporre l’offerta dei servizi proposti e non mettere le iniziative in competizione perché questo alimenta la frammentazione e fa perdere d’efficacia la soluzione ai problemi”.

Entrando nel dettaglio del progetto, Gino Mazzoli, psico-sociologo e consulente per il progetto, ha riportato l’analisi del mutamento della società generato dalla crisi, che porta con sé una platea sempre più vasta di cittadini vulnerabili e impone ai servizi sociali di misurarsi con nuove fragilità che coinvolgono non più solamente la fascia di marginalità estrema, ma una fetta ampia di popolazione appartenente al ceto medio impoverito. “Mettendo insieme codici diversi e favorendo il confronto e le relazioni tra le persone, si possano generare opportunità di incontro e di scambio che favoriscono progetti innovativi di welfare a km zero. Progetti, però, che verranno gestiti direttamente dalle persone e dalle organizzazioni che si incontrano”.
In merito alle cinque piste di lavoro presentate, sarà possibile candidarsi a uno o più laboratori entro il 15 aprile e ai primi di maggio inizieranno le attività. Da maggio a novembre 2016, poi, partirà la terza fase del progetto dedicata alla progettazione degli interventi che Fondazione CARITRO potrà sostenere.

A conferma di un notevole interesse suscitato dal progetto, l’incontro è proseguito con un’ampia discussione e con numerosi interventi da parte del pubblico in sala.

Tra i prossimi progetti per vicinanza “temporale” – oltre a WELFARE A KM 0 – si ricordano, il Bando 2016 per percorsi di inserimento lavorativo in ambito sociale in fase di emissione ad aprile, che prevede uno stanziamento di 100.000 euro (giunto alla sua seconda edizione), il Bando 2016 per iniziative culturali con finalità sociali, che prevede uno stanziamento di 80.000 euro, con termine per la presentazione dei progetti entro il 15 aprile e che viene promosso dalla Fondazione per la prima volta, sperimentando la possibilità di promuovere iniziative a carattere intersettoriale (in questo caso intersecando finalità dei settori della cultura e del sociale). E poi altri interventi, come il Fondo per le spese di arredo per la struttura di Fondazione Hospice a Trento Sud - un’iniziativa propria di accantonamento di risorse sul 2016, per una cifra che si aggira attorno ai 300.000 Euro - che quest’anno verrà ufficialmente inaugurata. E ancora, sempre per il 2016 è previsto un intervento a favore della Fondazione Trentina per il Volontariato Sociale e per la copertura delle spese annuali di gestione della mensa del Convento dei Cappuccini di Trento”.

Tutto il materiale dei lavori è presente anche sul portale www.welfareakmzero.it, così come le schede descrittive dei laboratori di progettazione e il modulo di partecipazione da compilarsi on line.