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Al via 8 progetti

Per sostenere l’avvio di progetti di welfare generativo in Trentino sono stati stanziati 750.000 euro, un nuovo modo di rispondere alle esigenze di una società che cambia. Anche il nostro sistema di welfare, pur essendo tra i migliori d’Italia, deve fare i conti da un lato con l'aumento di famiglie vulnerabili e l’indebolimento dei legami sociali, dall'altro con la diminuzione delle risorse a disposizione delle istituzioni. Come il resto dell’Italia, anche il Trentino è chiamato perciò a individuare nuove modalità di risposta a problemi che aumentano a fronte di risorse decrescenti.

Nell’ultima seduta del Consiglio di Gestione di Fondazione Caritro è stato deliberato lo stanziamento per il Bando 2016 per progetti di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete, realizzato in partnership con Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali e Fondazione Demarchi. Tra quelli presentati entro il termine del 15 marzo, data di scadenza del bando pubblicato a inizio gennaio 2017, sono stati selezionati otto progetti.

Venticinque complessivamente i progetti pervenuti, che toccano tutte e 5 le aree tematiche individuate dal bando, per una richiesta totale di contributi di circa 2,5 milioni di euro: si va dai progetti di sostegno alla condizione anziana (16%) a quelli per le nuove vulnerabilità (32%) a progetti di facilitazione diffusa (8%), dalle iniziative per nuovi luoghi incubatori di comunità (24%) a quelle per il welfare nei territori di montagna (20%). Il territorio trentino ha saputo cogliere la sfida del rinnovamento del welfare, a cui hanno risposto numerose realtà: nei 25 progetti sono coinvolte 209 realtà, di cui 126 appartenenti al sistema del welfare sociale (90 enti privati e 36 enti locali) e 83 realtà esterne (di cui 37 aziende).

Il bando mirava a sostenere progetti di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete, coinvolgendo almeno 3 realtà con sede in provincia di Trento, tra cui una realtà non-profit che agisce con esperienza nel sistema del welfare sociale trentino. I progetti approvati, che prevedono una fase triennale di sperimentazione, dovranno essere attivati entro il 2017 per poi raggiungere una propria sostenibilità economica.

Da sottolineare che circa la metà dei progetti presentati sono stati sviluppati nei laboratori di “Welfare a Km Zero”, progetto avviato da Fondazione Caritro in via sperimentale a inizio 2015 (in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Fondazione Demarchi) per sostenere la progettazione partecipata di iniziative di welfare generativo.

Si riassumono di seguito i tratti salienti degli otto progetti ammessi a contributo.

Nel Comune di Terragnolo la Cooperativa di Solidarietà Sociale Gruppo 78 insieme ad altri 8 partner (l’incubatore di impresa Trentino social tank, il Comune di Terragnolo, la Comunità della Vallagarina, Euricse, Arti.co, APT Rovereto e Accademia della montagna) svilupperà il progetto “Terragnolo che conta”, la costituzione di una cooperativa di comunità per favorire lo sviluppo economico e sociale del territorio della valle: le attività della cooperativa contribuiranno ad offrire ai giovani della zona delle opportunità di lavoro attivando servizi turistici per la valorizzazione del territorio.

A Rovereto la Cooperativa sociale Alisei punta ad attivare una rete di volontariato che si prenda cura del quartiere Brione. Il progetto “Brione Insieme”, grazie alla collaborazione di numerose realtà della zona (Comune di Rovereto, Caritas Diocesana, Cooperativa smart, Associazione filocontinuo, gruppo anziani e pensionati parrocchia san giuseppe, comunità murialdo, Associazione Ubalda Girella, comitato iniziative brione, Bruno Pompermaier, Roland Gjiorgi, Fabrizio Crisanti, Asd pallavolo rovereto, unione sportiva s. rocco, cngei, circolo culturale ricreativo sardo Maria Carta), valorizzerà il parco pubblico con il coinvolgimento attivo degli abitanti, favorirà l’integrazione dei residenti stranieri e creerà un fondo di valore solidale per il sostegno delle attività comuni

“OrtINbosco & vitaINcentro” è invece il progetto del Comune di Rovereto, realizzato insieme a 9 partner (Istituto Don Milani, Sav società agricoltori vallagarina, fondazione museo civico, fondazione Famiglia materna, associazione italiana accoglienza stranieri, farmacia marco di rovereto, cooperativa Sociale punto d'approdo, apsp c. vannetti). L'idea è quella di puntare sulla riqualificazione di luoghi della città per favorire il benessere dei cittadini. Il progetto vuole creare degli spazi dove soggetti diversi possono interagire, abitando i quartieri del Centro Storico (VitaINcentro) e lavorando la terra al bosco della città (OrtiINbosco).

In Valle dei Laghi l’idea vincente è quella di V.I.P. Very Informal People proposto dalla cooperativa sociale F.A.I. insieme ad altri 6 partner (studio associato tangram, Comunità Valle dei Laghi, Comune di Trento, Atas onlus, città futura cooperativa sociale). L’obiettivo è quello di rispondere alle situazioni di fragilità diffuse tra gli abitanti grazie al coinvolgimento dei punti di riferimento informali che sono già presenti sul territorio (bar, farmacie, parrucchiere, biblioteche, banche etc.). I cosiddetti V.I.P. (Very Informal People) potranno fornire ai cittadini informazioni utili per accedere più facilmente ai servizi. Si tratta di rendere i V.I.P. consapevoli del loro ruolo potenziale e portatori di conoscenza sui servizi a disposizione, per questo è fondamentale è costruire una rete di protezione-azione tra gli stessi V.I.P e dar vita ad un sistema informativo nuovo e capillare che possa diventare il punto di collegamento tra bisogno, territorio e servizi di welfare.

Arcobaleno Scs propone invece “La città INvisibile” insieme a 17 partner (cooperativa sociale Ephedra, collettivo pickmeup, aps carpe diem, cbs srl, istituto tecnico g. floriani, Comune di Riva del Garda, associazione vivirione, apsp città di riva, apsp casa mia, pro loco rione de gasperi, comunità di valle alto garda e ledro, gruppo dialogo missionari verbiti, cooperativa eliodoro, comunità valle rotaliana-konigsberg, Comune di Lavis, APPM). L’obiettivo di questa iniziativa è rafforzare i legami sociali tra gli abitanti delle case popolari nei comuni di Riva del Garda e di Lavis attrezzando un luogo di aggregazione intorno al quale allestire attività in grado di intercettare tutta la popolazione e ricostruire legami sociali; lo spazio funzionerà da perno delle iniziative, che saranno progettate insieme agli abitanti della zona.

La Comunità della Val di Sole presenta insieme ad altri tre soggetti (APPM, Progetto 92, Rete riserve del noce) “Sun-card” con l’idea di favorire la partecipazione dei giovani della Val di Sole alle attività sportive, naturalistiche e culturali sul territorio, per promuovere il benessere e i legami sociali. La card che darà accesso a queste attività sarà ricaricabile attraverso la partecipazione ad attività volontaristiche da parte dei ragazzi e delle famiglie.

A Trento l’Unione Italiana Sport per Tutti - Comitato Trentino si dedica alla promozione dell’invecchiamento attivo dell’anziano presso il proprio domicilio. Il progetto, che coinvolge altri 12 partner (Azienda provinciale dei servizi sanitari, cooperativa Sociale fai, associazione ama, cooperativa neuroimpronta, farmacie comunali, saluteducazione, Auser, Associazione noi quartiere, Comune di Trento, ITEA, APSP Margherita Grazioli) ha come obiettivo principale la nascita di nuovi spazi tra le abitazioni nei condomini e nel quartiere capaci di promuovere l’interazione sociale tra gli anziani nel contesto in cui abitano e che diventino un punto di riferimento per la vita degli anziani.

Nella zona di Civezzano, la Cooperativa Sociale La Rete insieme a 4 partner (Azienda agricola leonardi mario, Associazione scolastica ivo de carneri, Fondazione Mach, Comune di Civezzano) propone Tutti nello stesso campo per offrire nuove opportunità alle persone in situazioni di fragilità sperimentando un progetto di agricoltura sociale destinato alla produzione di erbe aromatiche ed officinali, alla loro lavorazione e confezionamento ed alla distribuzione dei prodotti lavorati, con una particolare attenzione a prodotti innovativi e sostenibili, grazie anche alla partnership con la Fondazione Mach. Si prevede inoltre l’apertura di un agriturismo che utilizzi i prodotti dell’azienda agricola.

I progetti selezionati hanno centrato l’obiettivo che avevamo in mente, infatti, il rafforzamento di un welfare generativo, comunitario e territoriale che passi da previdenziale e assistenziale a promozionale e generativo, da frammentato e prestazionale a integrato e ricompositivo di legami e risorse è tra le principali linee guida del nostro operato in campo sociale, - sottolinea il Presidente della Fondazione Michele Iori - supportato anche dalla firma del protocollo d’intesa dello scorso aprile tra Fondazione Caritro, Provincia autonoma di Trento e Fondazione Demarchi.

Grazie alla collaborazione con il Consiglio delle Autonomie Locali – evidenzia l’Assessore provinciale Luca Zeni - si sono utilizzate parte delle risorse aggiuntive messe a disposizione dal protocollo di finanza locale per valorizzare i territori con maggiori capacità progettuali ed innovative rivolte ai cittadini vulnerabili, incentivando terzo settore ed enti locali a pensare insieme nuove forme di welfare comunitario per i loro territori.

Oltre alla modalità innovativa di co-finanziamento dei progetti con una partnership tra pubblico e privato, uniti dalle medesime finalità, questo intervento rappresenta una delle modalità innovative di riparto delle risorse attribuite ai territori orientato al superamento del criterio della spesa storica.

Di seguito i contributi assegnati a progetti:

REALTA' PROPONENTE TITOLO PROGETTO CONTRIBUTI FONDAZIONE CARITRO CONTRIBUTI CONSORZIO AUTONOMIE LOCALI CONTRIBUTO TOTALE
COOPERATIVA DI SOLIDARIETÀ SOCIALE GRUPPO 78 Terragnolo Che Conta 51.515,00 22.485,00 74.000
ALISEI SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE Brione Insieme: modello di welfare generativo e solidale nel quartiere Brione a Rovereto 63.000,00 27.000,00 90.000
F.A.I. SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE V.I.P. Very Informal People 69.651,30 35.348,70 105.000
COMUNE DI ROVERETO OrtINbosco & vitaINcentro 99.096,50 50.903,50 150.000
ARCOBALENO SCS La città INvisibile 69.428,10 50.571,90 120.000
COMUNITÀ DELLA VALLE DI SOLE Sun Card 46.186,50 19.813,50 66.000
UISP UNIONE ITALIANA SPORT PER TUTTI - COMITATO DEL TRENTINO La vecchiaia che vorrei 50.986,60 22.013,40 73.000
COOPERATIVA SOCIALE LA RETE TUTTI NELLO STESSO CAMPO 50.136,00 21.864,00 72.000
TOTALE CONTRIBUTI € 500.000 € 250.000 € 750.000

Welfare a Km Zero: il 28 giugno si firma il Protocollo

Mercoledì 28 giugno ad ore 11 presso la Sala Stampa al piano terra del Palazzo provinciale

Welfare a Km Zero: il 28 giugno si firma il Protocollo

Si terrà mercoledì 28 giugno, ad ore 11 presso la Sala Stampa al piano terra del Palazzo provinciale di piazza Dante a Trento, la firma del Protocollo d'intesa per il sostegno al progetto "Welfare a Km Zero". A sottoscrivere l'accordo vi saranno: il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto Michele Iori, l'assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni, l'assessore del Consiglio delle Autonomie Locali Stefano Bisoffi in rappresentanza del president Paride Gianmoena e il presidente della Fondazione Demarchi Piergiorgio Reggio.

I colleghi degli organi di informazione sono cordialmente invitati

 

Bando per progetti di welfare generativo - Domande frequenti

DESTINATARI DEL BANDO

1. Chi può fare domanda nel bando?
Una rete composta da almeno tre realtà con sede in provincia di Trento. Tra queste è necessario individuare come capofila una realtà non-profit che agisce con esperienza nel sistema del welfare sociale.

2. Un ente pubblico può presentare domanda come capofila?
Un ente pubblico che agisce con esperienza nel sistema del welfare sociale, in quanto realtà non-profit, può presentare domanda come capofila.

3. Un’azienda pubblica per i servizi alla persona (APSP) può presentare domanda come capofila?
Un’APSP, in quanto ente con esperienza nel sistema del welfare sociale, può presentare domanda come capofila.

4. Servono due capofila per ogni progetto (un ente del terzo settore e un ente pubblico)?
No, i progetti devono prevedere una sola realtà capofila.

5. Possono partecipare al bando enti che non hanno frequentato i laboratori del progetto Welfare a Km0?
Sì, possono partecipare al bando anche le realtà che non hanno partecipato ai laboratori del progetto Welfare a Km0, purché i progetti presentati siano riferiti ad almeno una delle cinque tematiche individuate dal bando e siano finalizzati ad intercettare la fascia dei cosiddetti soggetti vulnerabili.

6. Una realtà con sede fuori dalla provincia di Trento può presentare domanda nel bando?
Le realtà extra-provinciali possono essere coinvolte unicamente come partner aggiuntivi rispetto alle tre realtà locali richieste dal bando.

7. Le realtà indicate come partner del progetto devono firmare il modulo di domanda?
Le realtà partner non devono firmare il modulo di domanda, ma una lettera d’intenti per testimoniare l’adesione al progetto.
Il modello di lettera d’intenti è disponibile alla pagina del sito dedicata al bando.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DEI PROGETTI

1. Come si presenta la domanda di contributo?
Le domande di contributo devono essere presentate entro il 15 marzo 2017, ore 17.00 tramite la procedura on-line accessibile dal sito www.fondazionecaritro.it.

2. Quali sono i soggetti che possono essere considerati vulnerabili?
A causa del permanere degli effetti della crisi economica e sociale le istituzioni dispongono di ri-sorse decrescenti, mentre aumentano i problemi delle famiglie. La difficoltà di arrivare a fine mese coinvolge persone che fino ad oggi non avevano mai avuto a che fare con questa situazio-ne.
I nuovi vulnerabili sono persone che versano in una condizione economica incerta dovuta alla combinazione di uno stile di vita al di sopra delle proprie possibilità e dell’indebolimento delle reti parentali e sociali. Tale penuria di legami sociali produce un lento ma costante impoveri-mento del ceto medio.
A questo scivolamento verso nuove forme di impoverimento si aggiunge un risentimento verso le istituzioni ed un lento allontanamento dai principi della cittadinanza attiva.
Nel medio-lungo periodo il costante aumento di famiglie che si avvicinano alle soglie di vulnera-bilità e marginalità sociale rischierebbe di tradursi in uno scenario ingestibile sia per i servizi pubblici sia per le azioni delle realtà di volontariato.
La sfida del nuovo welfare generativo e comunitario è di trasformare la posizione meramente rivendicativa di un bisogno dei vulnerabili in una energia capace di co-generare, insieme a istituzioni e terzo settore, nuovi servizi da progettare e gestire in modo partecipato.

Per un ulteriore approfondimento ai temi del welfare generativo si suggerisce di consultare i seguenti link al sito del progetto Welfare a km zero:
Le nuove vulnerabilità

3. Il numero di soggetti vulnerabili indicato deve essere preciso?
Nel modulo di presentazione del progetto devono essere espresse informazioni indicative dello scenario descritto anche per facilitare la valutazione dei progetti. Nel caso di informazioni non ancora certe al momento della compilazione, si chiede di indicare una stima verosimile e coerente del numero di vulnerabili che si intende intercettare con le azioni previste dal progetto nel triennio considerato e con l’ambito territoriale di operatività.

4. Cosa fare se il numero di battute previsto in alcune parti della scheda di progetto non è sufficiente?
Nella versione ROL del bando è stato incrementato lo spazio disponibile (numero di caratteri) rispetto alla versione in PDF pubblicata inizialmente sul sito.
Laddove lo spazio in alcune parti non fosse ancora sufficiente si suggerisce di prevedere un richiamo numerato da inserire in un file aggiunto tra gli allegati.

BUDGET E SPESE AMMISSIBILI

1. Qual è il costo massimo ammissibile per il progetto?
Il bando non prevede l’indicazione di un costo massimo per il progetto. Nella programmazione dei costi previsti si suggerisce di tenere conto del budget complessivo indicato nel bando.

2. Qual è il limite massimo del contributo che la Fondazione può assegnare?
La Fondazione assegnerà ai progetti più meritevoli un contributo fino al 50% del costo totale.

3. Il contributo del Consiglio per le Autonomie Locali è destinato ad aumentare la quota di contributo dei progetti ammessi o per sostenere altri progetti oltre a quelli sostenuti da Fondazione?
Si ricorda che il contributo del CAL è riservato ai progetti presentati in rete con gli Enti Locali del territorio trentino.
In riferimento a quanto specificato nel punto 7 del bando “le risorse messe a disposizione” l’eventuale sostegno del Consiglio per le Autonomie Locali è destinato ad aumentare la quota di contributo dei progetti ammessi da Fondazione Caritro, fino ad un massimo del 30% rispetto al costo complessivo dell’iniziativa ed in misura tale da non compromettere le finalità generative delle azioni sostenute attraverso il finanziamento previsto dal bando. Nel caso residuassero risorse, esse potranno essere destinate a finanziare altre progettualità.

4. È possibile ricevere un contributo per spese di ristrutturazione di immobili?
Le spese per ristrutturazioni di immobili, investimenti in nuove infrastrutture sono ammissibili a contributo solo se rientrano nelle finalità del bando e sono strettamente funzionali allo svolgimento del progetto.

5. Le spese per gli arredi sono ammissibili a contributo?
Le spese per arredi sono ammissibili a contributo se sono strettamente funzionali allo svolgimento del progetto (e vanno inserite al punto 4 Attrezzature durevoli della scheda di budget).

6. Eventuali spese non ammissibili possono essere inserite nella scheda finanziaria anche se per queste non viene richiesto un contributo alla Fondazione?
Sì, nella scheda finanziaria è opportuno inserire tutte le spese relative alla realizzazione del progetto ad esso strettamente funzionali, anche se non rientrano tra le spese ammissibili.

7. È possibile inserire nella scheda finanziaria la valorizzazione del lavoro volontario?
La quantificazione del lavoro volontario può essere inserita nella scheda dei costi (vedi p.to 6 risorse umane) e tra le voci dei risparmi tra le uscite (vedi punto 3). Come specificato in calce alla scheda di budget del bando, si chiede di dettagliare analiticamente le voci più significative, indicando le modalità di calcolo utilizzate per l’imputazione economica.
Per quanto riguarda l’ammissibilità di questa voce di spesa, secondo quanto specificato al punto 10 del bando con riferimento alle “modalità di valutazione e selezione”, nell’ambito del processo di valutazione comparata dei progetti si valuterà la congruità delle spese indicate nella scheda finanziaria.
E’ necessaria una stima verosimile dei volontari ingaggiati basata su una progettazione per il triennio considerato.
Si suggerisce di consultare il documento pubblicato sul sito welfareakmzero.it che contiene alcune indicazioni specifiche per la costruzione del budget dei progetti di welfare generativo da presentare nel contesto del bando.

COSA ACCADE DOPO LA SELEZIONE DEI PROGETTI ACCOLTI

1. Come sarà strutturato l’accompagnamento dei progetti accolti?
La Fondazione, in collaborazione con gli altri partner, prevede di mettere a disposizione dei progetti accolti un servizio/sportello di accompagnamento durante la fase triennale di realizzazione delle attività. Tale accompagnamento consisterà in una serie di incontri di sostegno consulenziale ai gruppi progettuali, condotti dagli stessi esperti che hanno gestito fino a dicembre 2016 i laboratori del progetto Welfare a km zero. Ai gruppi che conducono i progetti sarà chiesto di partecipare ai laboratori di pratiche (seminari in cui presenteranno un resoconto sullo stato dei lavori del loro progetto).

2. È prevista una seconda edizione del bando?
La Fondazione ed i partner valuteranno l’attivazione di una seconda edizione del bando per progetti di welfare generativo, anche in base all’analisi dei progetti pervenuti nella prima edizione.

3. Sono previste opportunità di accompagnamento dei progetti non accolti?
Per i progetti presentati entro il 15 marzo nel contesto del Bando, ma che non risulteranno accolti, è prevista la possibilità di partecipare ai laboratori di pratiche condotti dalla Fondazione Demarchi dove sarà possibile ricevere un sostegno consulenziale in vista della seconda edizione del bando, ed aggiornarsi sullo stato dei lavori e sulle buone pratiche maturate nel contesto dei progetti accolti. Tale accompagnamento è assicurato ai progetti provenienti dai laboratori del progetto Wkm0 ed è previsto per eventuali altri progetti solo se pertinenti ad almeno una delle cinque tematiche individuate dal bando e finalizzati ad intercettare la fascia dei cosiddetti soggetti vulnerabili.

Report intemedio

Segnaliamo a tutti gli interessati che nell'area riservata del sito (Laboratori) è stato pubblicato il report intermedio, contenente alcuni degli elementi emersi dai primi incontri dei laboratori.

Lo stesso documento è stato inoltre inviato via posta elettronica a tutti i partecipanti.

Calendario laboratori autunno-inverno 2016

Riportiamo di seguito il calendario degli incontri previsti per la sessione autunno/inverno dei laboratori del progetto "Welfare a Km Zero".

Calendario

Comunicato stampa 04.05.2016

Raggiunte le 250 candidature: al via i laboratori a giugno!

Grande apertura e interesse da parte di tutta la comunità trentina.

Il progetto Welfare a KM Zero, presentato lo scorso 15 marzo alla comunità trentina dopo una lunga fase di ascolto del territorio avviata un anno fa, entra finalmente nel vivo. Fondazione CaRiTRo – che insieme a Fondazione Demarchi e Provincia autonoma di Trento ha allestito questo progetto - comunica con soddisfazione che la proposta di partecipare ai laboratori di progettazione che si avvieranno nel prossimo giugno, ha raccolto ben 250 candidature (oltre il doppio di quelle previste) in rappresentanza di oltre 100 tra istituzioni, associazioni, cooperative, fondazioni, imprese e soggetti operanti nel mondo del welfare trentino.

Numeri che sono sintomo di una grande apertura e di un notevole interesse da parte della comunità e che sottolineano la grande potenzialità di questo progetto per favorire la generazione di nuove risorse in grado di gestire le criticità e le nuove problematiche che interessano da vicino un numero crescente di famiglie.
In tutto questo Welfare a km zero non intende porsi al di sopra di chi ha compiti istituzionali di gestione delle politiche di welfare; vuole essere semplicemente un collettore, un connettore e un valorizzatore di risorse, attraverso una dinamica operativa che parte dal basso, dai cittadini stessi, per gestire i nuovi problemi che attraversano le comunità locali. Nuove vulnerabilità e nuovo lavoro di comunità, luoghi incubatori di comunità, facilitazione diffusa, fare welfare in montagna, la condizione anziana: sono questi i campi d’azione, le esigenze attuali, sui quali si focalizzerano i laboratori per sviluppare progetti in grado di innovare il panorama del welfare trentino, operando in un’ottica di condivisione di intenti e di scopi.

Le attività dei laboratori si concluderanno con la fine dell’anno. Nel 2017, dopo un’attenta valutazione, Fondazione metterà a disposizione le risorse finanziarie, già stanziate, per l’avvio dei progetti ritenuti più promettenti e significativi.

Gli incontri dei laboratori (il calendario è disponibile sul sito del progetto) si svolgeranno a Trento presso la sede della Fondazione Caritro (Via Calepina, 1) e della Fondazione Demarchi (Piazza Santa Maria Maggiore, 7).

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